Sardegna, Corsica, Provenza e Catalugna
Abbiamo fatto questo itinerario (3500 Km), un po’ folle, in due con una Suzuki DR600 vecchia di 10 anni, portandoci con noi tenda, sacchi a pelo, pentole e fornello. Siamo partiti da Roma per Civitavecchia, dove ci siamo imbarcati per la Sardegna. Dopo un giorno e una notte trascorsa vicino Olbia, siamo risaliti a Santa Teresa di Gallura per prendere il traghetto per Bonifacio. In Corsica siamo stati 4 giorni e abbiamo visitato la stupenda Cala di S.Giulia, Bonifacio, l’interno con la sua vecchia capitale Corte e per finire abbiamo fatto il giro completo del “dito” con i suoi spettacolari panorami. Da Bastia ci siamo imbarcati di notte per Marsiglia. Arrivati all’alba ci siamo messi subito in marcia e ci siamo fermati dopo varie ore di viaggio a Figuères, appena dopo il confine spagnolo. Questa strana città e famosa soprattutto perché ha dato i natali a Salvador Dalì, è molto curioso l’edificio-museo che egli costruì con elementi surreali da far perdere il senso della realtà. Il giorno seguente siamo andati a visitare Girona, città medievale con la sua bellissima cattedrale e poi abbiamo proseguito per Barcellona, dove ci siamo fermati per tre giorni, soggiornando al centro e visitando anche i dintorni come il santuario del Monserratt a 50 km dalla città. Quando siamo rientrati in Francia, la prima tappa l’abbiamo fatta a Carcasonne, bellissima cittadina con un centro storico racchiuso da mura e torri medievali dai caratteri fiabeschi. Il giorno dopo siamo ripartiti per Arlès, città tanto cara a Van Gogh che qui dipinse molti dei suoi capolavori. Qui, ci siamo fermati per tre giorni, visitando la Camargue, Avignone, e tutti i paesi e la campagna circostante che ha influenzato le opere di Cezànne, Van Gogh e Gaugin. Finito il soggiorno ad Arlès, con due tappe siamo ritornati a Roma, con un intermezzo a Genova, dove abbiamo visitato l’acquario. Problemi: vento fortissimo nel Sud della Francia, che sbilanciava la moto, facendoci percorrere centinaia di Chilometri a 50 Km/h di media. Un litro di gasolio messo per sbaglio dentro il serbatoio e perfettamente digerito dalla Suzuki. Perdita costante d’olio dal tappo della calotta e relative imboccature.
Difficoltà

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