PARCO NAZIONALE DEL GARGANO
Il Parco Nazionale Del Gargano da lontano, può sembrare un'isola lontana quando, al mattino, nel piatto Tavoliere, appare come un miraggio tra cielo e mare. Ma da vicino, questo blocco arcigno e roccioso offre le meraviglie delle sue acque limpide e di una costa tra le più suggestive del Mediterraneo. Ora alta e frastagliata, con chilometri di falesie, bianche come il latte, tra Vieste e Mattinata. Ora dolce e accogliente, con le lunghe spiagge di soffice sabbia a Siponto e Pizzomunno. Ora verde di boschi di pino d'Aleppo, sul Monte Barone, e lucida macchia mediterranea, da Lesina a Varano. Un litorale traforato da innumerevoli grotte, 128 tra Peschici e Mattinata, e ricco di capolavori naturali come l'architiello di Cala San Felice, gli strapiombi della Testa del Gargano, le baie di Pugnochiuso e delle Zagare con i faraglioni. E' l'aspetto più noto e più ovvio dello Sperone d'Italia. Ma il promontorio è anche altro. La montagna dei dinosauri, per esempio. Hanno scoperto e rivelato 60 impronte delle "terribili lucertole". Si tratta di una pista fossilizzata che testimonia il passaggio di grandi bipedi tridattili, cioè con zampe a tre dita. Erano sia teropodi del Cretaceo inferiore (130 milioni di anni fa), carnivori alti oltre 5 metri, sia iguanodonti, erbivori pesanti 5 tonnellate e lunghi fino a 9 metri. Ma non è stata questa l'unica scoperta. Nel febbraio 2001, infatti, sui blocchi di pietra del porto di Mattinata sono state trovate 13 nuove impronte di dinosauri vissuti 100 milioni di anni fa. I massi provenivano dalle cave garganiche, dove d'impronte ce ne saranno altre da scoprire.
Una rivoluzione per la storia geologica del promontorio: tra 150 e 60 milioni di anni fa, il Gargano doveva assomigliare alle attuali Bahamas, con atolli, isolotti e barriere coralline, lo dimostra la costituzione delle sue rocce carbonatiche, quelle degli strapiombi bianchi sul mare, appartenenti alla piattaforma Apula, il banco esteso della Maiella fino al Salento. La scoperta degli enormi animali, però, significa che doveva esistere un collegamento con ambienti più vasti, come il continente africano o la stessa Europa. E che quella Apula, più di un arcipelago, doveva essere una penisola. Non sono soltanto i dinosauri, comunque, la novità dei 2100 chilometri quadrati (tale è l'estensione del promontorio) di questo paradiso geologico. Qui dove il carsismo è imperante (in alcuni tratti si registra una densità di 80 doline, gli sprofondamenti del suolo, per chilometro quadrato) pure l'uomo ha una storia antichissima.
Su 600 grotte censite, 52 sono state utilizzate nella Preistoria. La montagna è una vera miniera di giacimenti preistorici, sono stati trovati strumenti di selce, i cosiddetti choppers scheggiati solo una faccia, rinvenuti sulle rive del lago di Varano, fanno risalire a circa 800.000 anni fa la più antica presenza umana.
Frequentata per millenni, la Grotta Pagliacci presso Rignano Garganico conserva cavalli dipinti in ocra rossa e impronte di mani, che testimoniano i riti magico-religiosi. Si sono ritrovati negli avanzi di pasto i resti di mammiferi oggi estinti (bovidi, cervi, cavalli e asini selvatici) e scoperto lo scheletro di una giovinetta di Cro-Magnon (circa 30.000 anni fa), oltre a incisioni su ossa di 20.000 anni fa.
Segnali nuovi e importanti giungono anche dal Parco Nazionale del Gargano. Nonostante gli incendi boschivi, i 200.000 abitanti e i circa 10 milioni di turisti che lo visitano ogni anno (gran parte, fedeli di San Pio da Pietralcina in pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo) con i quali si deve misurare, a oltre 6 anni dall'istituzione il bilancio è positivo grazie all'appoggio della gente e si aprono i centri visita, s'inaugurano sentieri (pure subacquei), finanzia campagne di scavo, un caposaldo della preistoria italiana, e si moltiplicano le iniziative economiche amiche dell'ambiente: i giardini di agrumi del Gargano, per esempio, erano abbandonati.
Sul fronte del protezione? Dopo un lungo braccio di ferro con la SNAM, anche la ex Riserva faunistica di Santa Tecla (2.400 ettari costieri di macchia mediterranea di sua proprietà presso Pugnochiuso), aperta alla caccia e sfuggita al parco al momento dell'istituzione, finalmente ne fa parte. Hanno reintrodotto nel Lago Salso il gobbo rugginoso, la rarissima anatra dal becco blu: sono già nati i primi 5 anatroccoli. Una buona notizia che premia tutti gli amici del Gargano.
PARCO NAZIONALE DEL GARGANO: circa il 60 per cento dell'intero promontorio e oltre l'80 per cento della sua costa rientrano nel territorio del Parco, istituito nel 1995. L'area protetta si estende 1.210 chilometri quadrati e comprende la Riserva marina delle Isole Tremiti e otto riserve statali (Sfilzi, Falascone, Isola Varano, Monte Barone, Foresta Umbra, Bosco d'Ischitella, Lago di Lesina e Palude di Frattarolo).
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