ROMA: IL COLOSSEO
L'Anfiteatro Flavio, la Gens Flavia. La costruzione del Colosseo iniziò nei primi anni del regno di Vespasiano (69 d.C.) e fu parte di un programma politico propagandistico ben preciso: sul luogo dove in precedenza sorgeva lo stagno artificiale della casa privata di Nerone- la Domus Aurea-vennero poste le fondazioni dell'anfiteatro, con lo scopo ben preciso di restituire al popolo quelli che erano gli spazi che l'ormai innominabile ed innominato Nerone si era accaparrato. Pura e semplice demagogia!I lavori durarono dieci anni e furono completati sotto l'impero di Tito, figlio di Vespasiano; per l'inaugurazione, nell'80d.C., furono sacrificate 500 belve in 100 giorni di festeggiamenti! Con Domiziano, successore di Tito, si costruirono i sotterranei in muratura e moltissimi furono i restauri nel corso dei secoli, soprattutto a seguito di vari e violenti incendi. L'ultimo spettacolo di cui abbiamo notizia si svolse nel 523 d. C.
La struttura esterna
Si tratta del più grande anfiteatro della romanità ed il primo in muratura dell'Urbs: l'altezza è di circa 50 m ed il diametro maggiore di 188 m! L'anello esterno, interamente in travertino, è in quattro piani sovrapposti, decorati con semicolonne in ordine rispettivamente tuscanico, ionico e corinzio. L'ultimo piano, cieco, è decorato con lesene anch'esse corinzie. Il restauro ben visibile della cinta esterna fu realizzato con dei contrafforti dal valadier nel 1820.
Al di sopra delle finestre quadrate vi sono delle mensole che servivano per sostenere i pali su cui veniva fissato il velarium (un tendone per fare ombra!) Pensate che esisteva una squadra di marinai- quelli del porto militare di Miseno- addetta alla manovra del velario! Potrete notare molti fori esternamente lasciati dal saccheggio che si è fatto del ferro del monumento dal medioevo, che non ha risparmiato neanche il travertino.
L'interno
Un tempo si poteva accedere all'interno dalle arcate al pianterreno che davano accesso ai vari settori interni della cavea (spazio destinato agli spettatori) e ogni posto era contrassegnato da un numero riportato sul biglietto d'ingresso (tessera; in realtà l'ingresso era quasi sempre gratuito). Chiaramente esisteva l'ingresso d'onore per la tribuna imperiale e altri per le personalità- magistrati, Vestali, Sacerdoti etc-. Più si era ricchi e potenti e più si sedeva in basso (i senatori erano i più vicini all'arena e gli unici ad avere sedili in marmo), seguendo l'ordine dei cinque settori sovrapposti in cui era articolata la cavea ed ogni categoria poteva comunque accedere solo ai posti ad essa riservati; sui gradini rimasti, se osservate bene, potrete leggere i nomi delle categorie cui erano destinati i posti.
L'entrata al Colosseo è oggigiorno obbligata dal servizio di biglietteria. Si attraversano degli ambulacri concentrici coperti da volte a botte che costituiscono la struttura su cui poggia la cavea e si accede all'interno.
Ecco il Colosseo! Quanti Romani di oggi sono entrati nel Colosseo? Secondo me non più di un 30%! Ma ci pensano gli americani!
Putroppo ci si accorge che è crollata la maggior parte della struttura interna e le gradinate non ci sono più, così come manca totalmente il piano dell'arena, che probabilmente era in legno. Per quanto riguarda la capienza: gli studiosi oscillano da 40.000 a 87.000 posti
I sotterranei e l'ultimo anello della cavea in alto; sono chiusi al pubblico per motivi di sicurezza. In realtà basta fare amicizia con qualche custode e magari vi ci porterà..
I sotterranei erano destinati ad ambienti di servizio per ospitare macchinari, gabbie, bestie destinate ai giochi; il tutto dotato di piccoli montacarichi fino al piano dell'arena, chiaramente non conservati ma ipotizzati. Da qui una lunga galleria portava al LUDUS MAGNUS (dall'altra parte della strada, verso via Labicana ne sono ben visibili i resti), ossia la più importante delle caserme dei gladiatori.
Ed ecco l'ultimo anello. Se con tanta fortuna doveste mai riuscire a salire in cima potrete godere di uno dei panorami più belli che vi siano su Roma….è qualcosa che toglie il fiato, soprattutto al tramonto. E da lì vi potreste davvero rendere contro di quanto sia maestosa quest'opera; l'altezza è vertiginosa, l'ampiezza non può essere racchiusa in uno sguardo, la visione del Foro Romano, del Palatino da qui è impressionante e quasi si perde il contatto con la realtà e con il presente, quasi non si percepiscono più quelle che non sono costruzioni della romanità.
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